Interno della cupola della Cappella di San Gennaro nel Duomo di Napoli: affreschi con santi e angeli tra le nuvole, cornici dorate, un grande arco decorato con stelle d'oro e le finestre del tamburo che portano luce
Interno della cupola della Cappella di San Gennaro nel Duomo di Napoli: affreschi con santi e angeli tra le nuvole, cornici dorate, un grande arco decorato con stelle d'oro e le finestre del tamburo che portano luce. Foto: José Luiz · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Se c'è un rito che racconta il rapporto di Napoli con il proprio patrono, è questo. Tre volte l'anno, a settembre e a dicembre al Duomo e a maggio nel giorno della processione, i fedeli si raccolgono davanti alle ampolle che secondo la tradizione custodiscono il sangue di San Gennaro, in attesa di vederlo sciogliersi. Che siate credenti o semplicemente curiosi, è un'esperienza che dice molto sulla città. Ai nostri ospiti in arrivo in quei giorni raccontiamo volentieri di cosa si tratta, perché la visita al Duomo acquista un altro sapore.

Chi era San Gennaro

Gennaro fu vescovo di Benevento e morì martire a Pozzuoli, durante le persecuzioni dell'inizio del IV secolo. La tradizione racconta che dopo la decapitazione una donna di nome Eusebia raccolse il suo sangue. Da allora la sua figura è diventata inseparabile dalla storia di Napoli: i napoletani lo hanno invocato per secoli contro peste, guerre ed eruzioni, e il suo culto è ancora oggi vivissimo in tutti i quartieri.

Le tre date del prodigio

La liquefazione del sangue si attende in tre momenti precisi dell'anno, ognuno con un significato diverso:

  • Il sabato che precede la prima domenica di maggio: ricorda la traslazione delle reliquie. È il giorno della processione, con il busto d'argento del santo che dal Duomo raggiunge la basilica di Santa Chiara.
  • Il 19 settembre: è la festa liturgica del santo, anniversario del martirio, e l'appuntamento più sentito, con la messa solenne celebrata dall'Arcivescovo.
  • Il 16 dicembre: ricorda la violenta eruzione del Vesuvio del 1631, quando la città si affidò al patrono. Il rito di dicembre ha un legame particolare con la Deputazione di San Gennaro, un'istituzione laica, ed è spesso chiamato «miracolo laico».

Date e programma delle celebrazioni vanno sempre verificati sui canali ufficiali dell'Arcidiocesi di Napoli e del Duomo, perché i dettagli possono cambiare di anno in anno.

Che cosa accade e cosa ne dice la Chiesa

Le ampolle vengono portate davanti ai fedeli e la sostanza scura che contengono, normalmente solida, può diventare liquida. Quando accade, viene dato l'annuncio ai presenti. La prima notizia certa del fenomeno risale al 1389, e da allora il rito si ripete con la stessa attesa. Non sempre però il sangue si scioglie: i napoletani più legati alla tradizione leggono la mancata liquefazione come un cattivo presagio, una credenza popolare che ancora oggi fa notizia.

La Chiesa stessa parla di evento prodigioso, senza averlo mai riconosciuto ufficialmente come miracolo. Anche gli studiosi hanno avanzato diverse ipotesi, fra cui quella di una sostanza che si liquefa se agitata, ma nessuna ha chiuso la questione. Per i napoletani, in fondo, il cuore del rito è la fede e il senso di appartenenza che si respira in chiesa.

La Cappella del Tesoro

Le ampolle sono custodite nella Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, nel Duomo. Nacque da un voto: il 13 gennaio 1527, in un periodo segnato da guerra, carestia e peste, la città promise al patrono una nuova cappella. I lavori si conclusero nel 1646 e il risultato è uno dei grandi capolavori del Barocco napoletano. Domenichino dipinse gran parte del ciclo decorativo, Giovanni Lanfranco completò il Paradiso della cupola nel 1643, Jusepe de Ribera firmò una delle pale d'altare e Cosimo Fanzago disegnò il cancello di bronzo dorato all'ingresso.

Curiosità: la cappella non dipende dall'Arcidiocesi ma appartiene da secoli alla città, attraverso la Deputazione. Accanto si trova il Museo del Tesoro di San Gennaro, che dal 2003 espone i doni offerti al santo da re, papi e nobili: vale la visita anche fuori dalle tre date.

Qualche consiglio per quei giorni

  • I luoghi del rito si riempiono molto: conviene arrivare con largo anticipo ed essere pronti a una lunga attesa in piedi.
  • Ricordate che si tratta di una celebrazione religiosa: abbigliamento adeguato e rispetto per chi prega.
  • Non si può sapere in anticipo quando il sangue si scioglierà, né se accadrà: lasciatevi la giornata libera.
  • Il centro storico è a circa 9 km dalla struttura: nei giorni di festa muovetevi in metropolitana e lasciate perdere l'auto.

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